lunedì 13 giugno 2011

Sandra

Ti.


"Ci sono due modi di intendere la vita: non credere ai miracoli e pensare che ogni cosa sia un MIRACOLO".



Io opto per la seconda <3

martedì 4 gennaio 2011

Pensieri

Un paradiso illuminato dalle fiamme dell'inferno...


From Lolita, by V.Nabokov


venerdì 10 settembre 2010

In gabbia


Pomodoro, mozzarella, pastasciutta e maccheroni
melenzane, peperoni, il mio show comincia qua.
Involtini, cotolette, costolette di maiale
i crostini di caviale solo a chi li chiederà,
e se siete un pò depressi e se vi sentite soli
la mia zuppa di fagioli tutti allegri vi farà,
e sarete più felici se di me voi vi fidate
come faccio io le alici mai nessuno le farà.

Jammo bello, jammo bello
sono il cuoco musicale
il mio cibo è virtuale e nessuno ingrasserà!


Non ce la faccio più... il cibo è una persecuzione! Si insidia nei miei pensieri fin dalle prime ore del mattino per darmi tregua solo al momento di dormire. Mangiare per vivere e non viceversa.

Che schifo. Vorrei tanto non mangiare più.

venerdì 27 agosto 2010

Schifosamente, dannatamente, eccessivamente grassa


l’obeso è imprigionato
nel suo corpo assai opulento
sembra un uomo generato
da un enorme allevamento.

L’obeso aumenta di peso.
L’obeso aumenta di peso.


"L'obeso" di Giorgio Gaber



sabato 21 agosto 2010

L'Orlando furioso...ridatemi il senno!



Afflitto e stanco al fine cade ne l'erba,

e ficca gli occhi al cielo, e non fa motto.
Senza cibo e dormir così si serba,

che 'l sole esce tre volte e torna sotto.
Di crescer non cessò la pena acerba,
che fuor del senno al fin l'ebbe condotto.
Il quarto dì, da gran furor commosso,
e maglie e piastre si stracciò di dosso.

Qui riman l'elmo, e là riman lo scudo,
lontan gli armesi, e più lontan l'usbergo:
l'arme sue tutte, in somma vi concludo,
avean pel bosco differente albergo.
E poi si squarciò i panni, e mostrò ignudo
l'ispido ventre e tutto 'l petto e 'l tergo;
e cominciò la gran follia, sì orrenda,
che de la più non sarà mai ch'intenda.

In tanta rabbia, in tanto furor venne,
che rimase offuscato in ogni senso.
Di tor la spada in man non gli sovvenne;
che fatte avria mirabil cose, penso.
Ma nè quella, nè scure, nè bipenne
era bisogno al suo vigore immenso.
Quivi fe ben de le sue prove eccelse,
ch'un alto pino al primo crollo svelse:

e svelse dopo il primo altri parecchi,
come fosser finocchi, ebuli o aneti;
e fe' il simil di querce e d'olmi vecchi,
di faggi e d'orni e d'illici e d'abeti. [...]

I pastor che sentito hanno il fracasso,
lasciando il gregge sparso alla foresta,
chi di qua, chi di là, tutti a gran passo
vi vengono a veder che cosa è questa.
Ma son giunto a quel segno il qual s'io passo
vi potria la mia istoria esser molesta;
et io la vo' più tosto diferire,
che v'abbia per lunghezza a fastidire.


martedì 15 giugno 2010




Il sole, che tuttavia era ben lontano in quel mattino del 13 Maggio dalla massima sua foga, si rivelava come l’autentico sovrano della Sicilia: il sole violento e sfacciato, il sole narcotizzante anche, che annullava le volontà singole e manteneva ogni cosa in un’immobilità servile cullata in sogni violenti, in violenze che partecipavano all’arbitrarietà dei sogni.


Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

sabato 12 giugno 2010

Estate...preludio

PATRIA

Sogno d'un dì d'estate.

Quanto scampanellare
tremulo di cicale!
Stridule pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.

Scendea tra gli olmi il sole
in fascie polverose:
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, rose:
due bianche spennellate

in tutto il ciel turchino.

Siepi di melograno,
fratte di tamerice,
il palpito lontano
d'una trebbïatrice,
l'angelus argentino...

dov'ero? Le campane
mi dissero dov'ero,
piangendo, mentre un cane
latrava al forestiero,
che andava a capo chino.


Da Myricae di Giovanni Pascoli