venerdì 9 ottobre 2009

Sulle note di una vecchia canzone..

Ieri, dopo una giornata un po' storta, mi sono ritrovata in un bar della mia città. Papà aveva portato a casa un volantino su un'iniziativa nazionale, sbarcata miracolosamente anche in un buco come Caltanissetta: Leggevamo quattro libri al bar. Quando ho saputo che bisognava leggere AD ALTA VOCE, dinnanzi a un PUBBLICO, dei brani del proprio libro preferito, ero decisissima a restare a casa. E invece eccomi lì, a metà strada fra una curiosità mista a timidezza e una paura matta di imprevisti. La gente era un po' in età, si sentiva il rombo delle macchine e dei motorini, il vociare ai tavoli del bar... insomma, qualcosa di completamente diverso da come me l'ero immaginato! Eppure, nel complesso è stata un'esperienza positiva. Sono rimasta colpita da una poesia, che ho immediatamente cercato una volta tornata a casa...

Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto direspirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


(P. Neruda)

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