venerdì 10 settembre 2010

In gabbia


Pomodoro, mozzarella, pastasciutta e maccheroni
melenzane, peperoni, il mio show comincia qua.
Involtini, cotolette, costolette di maiale
i crostini di caviale solo a chi li chiederà,
e se siete un pò depressi e se vi sentite soli
la mia zuppa di fagioli tutti allegri vi farà,
e sarete più felici se di me voi vi fidate
come faccio io le alici mai nessuno le farà.

Jammo bello, jammo bello
sono il cuoco musicale
il mio cibo è virtuale e nessuno ingrasserà!


Non ce la faccio più... il cibo è una persecuzione! Si insidia nei miei pensieri fin dalle prime ore del mattino per darmi tregua solo al momento di dormire. Mangiare per vivere e non viceversa.

Che schifo. Vorrei tanto non mangiare più.

venerdì 27 agosto 2010

Schifosamente, dannatamente, eccessivamente grassa


l’obeso è imprigionato
nel suo corpo assai opulento
sembra un uomo generato
da un enorme allevamento.

L’obeso aumenta di peso.
L’obeso aumenta di peso.


"L'obeso" di Giorgio Gaber



sabato 21 agosto 2010

L'Orlando furioso...ridatemi il senno!



Afflitto e stanco al fine cade ne l'erba,

e ficca gli occhi al cielo, e non fa motto.
Senza cibo e dormir così si serba,

che 'l sole esce tre volte e torna sotto.
Di crescer non cessò la pena acerba,
che fuor del senno al fin l'ebbe condotto.
Il quarto dì, da gran furor commosso,
e maglie e piastre si stracciò di dosso.

Qui riman l'elmo, e là riman lo scudo,
lontan gli armesi, e più lontan l'usbergo:
l'arme sue tutte, in somma vi concludo,
avean pel bosco differente albergo.
E poi si squarciò i panni, e mostrò ignudo
l'ispido ventre e tutto 'l petto e 'l tergo;
e cominciò la gran follia, sì orrenda,
che de la più non sarà mai ch'intenda.

In tanta rabbia, in tanto furor venne,
che rimase offuscato in ogni senso.
Di tor la spada in man non gli sovvenne;
che fatte avria mirabil cose, penso.
Ma nè quella, nè scure, nè bipenne
era bisogno al suo vigore immenso.
Quivi fe ben de le sue prove eccelse,
ch'un alto pino al primo crollo svelse:

e svelse dopo il primo altri parecchi,
come fosser finocchi, ebuli o aneti;
e fe' il simil di querce e d'olmi vecchi,
di faggi e d'orni e d'illici e d'abeti. [...]

I pastor che sentito hanno il fracasso,
lasciando il gregge sparso alla foresta,
chi di qua, chi di là, tutti a gran passo
vi vengono a veder che cosa è questa.
Ma son giunto a quel segno il qual s'io passo
vi potria la mia istoria esser molesta;
et io la vo' più tosto diferire,
che v'abbia per lunghezza a fastidire.


martedì 15 giugno 2010




Il sole, che tuttavia era ben lontano in quel mattino del 13 Maggio dalla massima sua foga, si rivelava come l’autentico sovrano della Sicilia: il sole violento e sfacciato, il sole narcotizzante anche, che annullava le volontà singole e manteneva ogni cosa in un’immobilità servile cullata in sogni violenti, in violenze che partecipavano all’arbitrarietà dei sogni.


Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

sabato 12 giugno 2010

Estate...preludio

PATRIA

Sogno d'un dì d'estate.

Quanto scampanellare
tremulo di cicale!
Stridule pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.

Scendea tra gli olmi il sole
in fascie polverose:
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, rose:
due bianche spennellate

in tutto il ciel turchino.

Siepi di melograno,
fratte di tamerice,
il palpito lontano
d'una trebbïatrice,
l'angelus argentino...

dov'ero? Le campane
mi dissero dov'ero,
piangendo, mentre un cane
latrava al forestiero,
che andava a capo chino.


Da Myricae di Giovanni Pascoli

mercoledì 7 aprile 2010

Spleen

SIR WOODROW WYATT

La noia... Quale importanza attribuite alla noia?

Il sentimento della noia nasce in me da quello dell'assurdità di una realtà insufficiente ossia incapace di persuadermi della propria effettiva esistenza. Da La Noia, di Alberto Moravia.


LORD RUSSELL

La considero di enorme importanza [...]. La considero un indice di intelligenza superiore e credo che la sua importanza sia davvero enorme. Lo si capisce dal modo in cui i selvaggi, quando vengono per la prima volta a contatto con la civiltà, vogliono sopra ogni cosa l'alcool. Lo vogliono molto più di quanto non vogliano la Bibbia o il Vangelo, e anche le perline azzurre, e lo vogliono perché per un momento fa scomparire la noia.


Per molti la noia è il contrario del divertimento e divertimento è distrazione, dimenticanza. Per me invece la noia non è il contrario del divertimento; potrei dire anzi addirittura che per certi aspetti rassomiglia al divertimento, in quanto, appunto, provoca distrazione e dimenticanza sia pure di un genere molto particolare. La noia per me è propriamente una specie di insufficienza, inadeguatezza o scarsità della realtà. [...] La noia mi rassomiglia all'interruzione frequente e misteriosa della corrente elettrica in una casa. Un momento tutto è chiaro ed evidente, qui sono le poltrone, lì i divani, più in là gli armadi, la consolle, i quadri, i tendaggi, i tappeti, le finestre, le porte; un momento dopo non c'è che buio e vuoto.

giovedì 25 marzo 2010

Indugi vari prima di studiare fisica

Stralci di una conversazione fra Bertrand Russell e Woodrow Wyatt tratti da "B.Russell dice la sua" Longanesi & C. editore.

WOODROW WYATT


Avete mai provato impulsi religiosi Lord Russel?

LORD RUSSELL

Oh sì. Quand'ero adolescente ero profondamente religioso. La religione mi interessava più di qualsiasi altra cosa, a parte, forse, la matematica. E il mio interesse per la religione mi ha portato, e a quanto pare questo non accade spesso, a esaminare il problema dell'esistenza di una ragione per credervi. Mi sono posto tre domande. Mi sembrava che Dio e l'immortalità e il libero arbitrio fossero i tre problemi più essenziali , li ho esaminati uno alla volta in ordine opposto [...] e gradatamente sono arrivato alla conclusione che non c'era ragione di credere a nessuna di queste tre cose. Pensavo che mi sarei sentito molto deluso ma, strano, non lo fui.


WOODROW WYATT

Come siete arrivato a convincervi che non esisteva ragione di credere a nessuna di queste tre cose?

LORD RUSSELL

Per quanto riguarda il libero arbitrio, l'argomento non era valido e non lo considero più conclusivo. Ma allora pensai che poiché tutti i movimenti della materia sono determinati dalle leggi della dinamica, il movimento delle labbra di un uomo quando parla , deve essere determinato allo stesso modo, e perciò non può avere un controllo su quel che sta per dire. Non lo considero più un argomento valido, ma allora mi convinse. [...]


WOODROW WYATT

Non capisco quel che intendete dicendo che le leggi della dinamica possono negare l'esistenza di una cosa quale il libero arbitrio.

LORD RUSSELL

Bene, devo spiegare che lo pensavo quando ero adolescente. Allora pensavo che, per le leggi della dinamica, tutti i movimenti della materia, dalla primitiva nebula fino in fondo, erano completamente determinati, e questo comprendeva anche la parola. Pensavo che le leggi della dinamica facessero sì che al momento della nebula primitiva il signor A dicesse esattamente quella determinata cosa in una determinata occasione. Di conseguenza il signor A non aveva libero arbitrio su quel che avrebbe detto.



Leggendo, quasi per caso, questo stralcio di convesazione ho preso piena coscienza di quanto
superficiale sia la mia conoscenza della fisica. Anche io ho studiato, seppur di recente, la dinamica ma ai miei occhi le sue tre leggi fondamentali hanno una valenza puramente astratta e teorica. Quel che voglio dire é che pensando alla dinamica le uniche cose che mi vengono in mente sono: "Se un corpo è fermo o si muove di moto rettilineo uniforme, vuol dire che non è soggetto a forze oppure che la risultante delle forze che agiscono su di esso è nulla. Viceversa, se la risultante delle forze applicate a un corpo è nulla, esso è fermo o si muove di moto rettilineo uniforme", che " la forza è uguale al prodotto di massa e accelerazione", e infine che "Se su un corpo agisce una forza, allora esiste un altro corpo su cui agisce una forza uguale e contraria". Insomma finora la fisica è stata per me un astruso insieme di formule strampalate: non avrei mai e poi mai potuto sospettare una tale intensità, nobiltà, problematicità all'interno delle fredde leggi della dinamica. E' straordinario, è straordinario a tal punto che ancora non riesco a capacitarmi interamente del fatto che un ragazzo, quale Russell era a quei tempi, abbia potuto trovare nella fisica la "linea guida" della propria vita (stando a quanto dice lui stesso il suo cuore era diviso fra religione e matematica) trovando nei suoi principi più impensabili, ripetuti fino alla noia fra i banchi di scuola, una chiave interpretativa dell'esistenza umana!

Chissà forse che anche la noiosa e arida meccanica dei fluidi, attuale oggetto di studio in fisica da me perennemente rinviato, nasconde al suo interno principi filosofici? Chissà se da adolescente Russell avrebbe trovato una qualche interpretazione filosofica - esistenziale anche riguardo al principio di Pascal, ai miei occhi assolutamente inutile: "
la pressione esercitata in un punto qualunque di un liquido incomprimibile, si trasmette inalterata in tutti gli altri punti di tale liquido".

In attesa di ricevere un'illuminazione divina vado ad aprire il libro di fisica ad ogni modo rincuorata dal fatto che anche i più astrusi principi abbiano in sè un nascosto significato filosofico...!






venerdì 12 marzo 2010

Rambling Thoughts





Parco Nazionale di Oulanka.. Lapponia

venerdì 26 febbraio 2010

Pomeriggio di Febbraio



Maurits cornelis Escher

Three Worlds



sabato 30 gennaio 2010

Macbeth...

Nothing is but what is not ...



Incredibile come i nostri più ardenti desideri possano dar vita a vere e proprie allucinazioni. La cieca ambizione di Macbeth e Lady Macbeth, i protagonisti della tragedia più cupa e sanguinosa di Shakespeare, prevale sulla loro razionalità inducendoli a credere in pure apparenze, in un futuro lontano.

Queste le pensierose parole di Macbeth quando, con suo grande stupore, riceve il titolo di signore di Cawdor come predetto in precedenza dalle tre fatidiche sorelle:

"I miei pensieri, il cui delitto è ancor soltanto opera dell fantasia, scuotono così il mio indivisibile regno d'uomo, che ogni funzione è soffocata dall'immaginazione, e per non esiste nient'altro al di fuori di quel che non esiste".

Ad ogni modo... quello di Macbeth non è un caso a parte, tutt'altro. Come scrive Pascal, riferendosi a quella "canna pensante" che è l'uomo:

"Ciascuno esamini i propri pensieri: li troverà sempre occupati del passato e dell'avvenire. Non pensiamo quasi mai al presente, o se ci pensiamo, è solo per prenderne lume al fine di predisporre l'avvenire. Il presente non è mai il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e, preparandoci sempre ad essere felici, è inevitabile che non siamo mai tali"

...


mercoledì 27 gennaio 2010

In dreams begin responsabilities... By Yeats

Tu hai paura del potere dell'immaginazione. e ancora di più hai paura dei sogni. Hai paura della responsabilità che potrebbe cominciare nei sogni. Però non puoi evitare di dormire, e se dormi, i sogni verrano. Quando sei sveglio, puoi anche riuscire a controllare l'immaginazione. Ma non puoi mettere a tacere i sogni.



From "Kafka sulla spiaggia" written by Haruki Murakami