sabato 30 gennaio 2010

Macbeth...

Nothing is but what is not ...



Incredibile come i nostri più ardenti desideri possano dar vita a vere e proprie allucinazioni. La cieca ambizione di Macbeth e Lady Macbeth, i protagonisti della tragedia più cupa e sanguinosa di Shakespeare, prevale sulla loro razionalità inducendoli a credere in pure apparenze, in un futuro lontano.

Queste le pensierose parole di Macbeth quando, con suo grande stupore, riceve il titolo di signore di Cawdor come predetto in precedenza dalle tre fatidiche sorelle:

"I miei pensieri, il cui delitto è ancor soltanto opera dell fantasia, scuotono così il mio indivisibile regno d'uomo, che ogni funzione è soffocata dall'immaginazione, e per non esiste nient'altro al di fuori di quel che non esiste".

Ad ogni modo... quello di Macbeth non è un caso a parte, tutt'altro. Come scrive Pascal, riferendosi a quella "canna pensante" che è l'uomo:

"Ciascuno esamini i propri pensieri: li troverà sempre occupati del passato e dell'avvenire. Non pensiamo quasi mai al presente, o se ci pensiamo, è solo per prenderne lume al fine di predisporre l'avvenire. Il presente non è mai il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e, preparandoci sempre ad essere felici, è inevitabile che non siamo mai tali"

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