giovedì 25 marzo 2010

Indugi vari prima di studiare fisica

Stralci di una conversazione fra Bertrand Russell e Woodrow Wyatt tratti da "B.Russell dice la sua" Longanesi & C. editore.

WOODROW WYATT


Avete mai provato impulsi religiosi Lord Russel?

LORD RUSSELL

Oh sì. Quand'ero adolescente ero profondamente religioso. La religione mi interessava più di qualsiasi altra cosa, a parte, forse, la matematica. E il mio interesse per la religione mi ha portato, e a quanto pare questo non accade spesso, a esaminare il problema dell'esistenza di una ragione per credervi. Mi sono posto tre domande. Mi sembrava che Dio e l'immortalità e il libero arbitrio fossero i tre problemi più essenziali , li ho esaminati uno alla volta in ordine opposto [...] e gradatamente sono arrivato alla conclusione che non c'era ragione di credere a nessuna di queste tre cose. Pensavo che mi sarei sentito molto deluso ma, strano, non lo fui.


WOODROW WYATT

Come siete arrivato a convincervi che non esisteva ragione di credere a nessuna di queste tre cose?

LORD RUSSELL

Per quanto riguarda il libero arbitrio, l'argomento non era valido e non lo considero più conclusivo. Ma allora pensai che poiché tutti i movimenti della materia sono determinati dalle leggi della dinamica, il movimento delle labbra di un uomo quando parla , deve essere determinato allo stesso modo, e perciò non può avere un controllo su quel che sta per dire. Non lo considero più un argomento valido, ma allora mi convinse. [...]


WOODROW WYATT

Non capisco quel che intendete dicendo che le leggi della dinamica possono negare l'esistenza di una cosa quale il libero arbitrio.

LORD RUSSELL

Bene, devo spiegare che lo pensavo quando ero adolescente. Allora pensavo che, per le leggi della dinamica, tutti i movimenti della materia, dalla primitiva nebula fino in fondo, erano completamente determinati, e questo comprendeva anche la parola. Pensavo che le leggi della dinamica facessero sì che al momento della nebula primitiva il signor A dicesse esattamente quella determinata cosa in una determinata occasione. Di conseguenza il signor A non aveva libero arbitrio su quel che avrebbe detto.



Leggendo, quasi per caso, questo stralcio di convesazione ho preso piena coscienza di quanto
superficiale sia la mia conoscenza della fisica. Anche io ho studiato, seppur di recente, la dinamica ma ai miei occhi le sue tre leggi fondamentali hanno una valenza puramente astratta e teorica. Quel che voglio dire é che pensando alla dinamica le uniche cose che mi vengono in mente sono: "Se un corpo è fermo o si muove di moto rettilineo uniforme, vuol dire che non è soggetto a forze oppure che la risultante delle forze che agiscono su di esso è nulla. Viceversa, se la risultante delle forze applicate a un corpo è nulla, esso è fermo o si muove di moto rettilineo uniforme", che " la forza è uguale al prodotto di massa e accelerazione", e infine che "Se su un corpo agisce una forza, allora esiste un altro corpo su cui agisce una forza uguale e contraria". Insomma finora la fisica è stata per me un astruso insieme di formule strampalate: non avrei mai e poi mai potuto sospettare una tale intensità, nobiltà, problematicità all'interno delle fredde leggi della dinamica. E' straordinario, è straordinario a tal punto che ancora non riesco a capacitarmi interamente del fatto che un ragazzo, quale Russell era a quei tempi, abbia potuto trovare nella fisica la "linea guida" della propria vita (stando a quanto dice lui stesso il suo cuore era diviso fra religione e matematica) trovando nei suoi principi più impensabili, ripetuti fino alla noia fra i banchi di scuola, una chiave interpretativa dell'esistenza umana!

Chissà forse che anche la noiosa e arida meccanica dei fluidi, attuale oggetto di studio in fisica da me perennemente rinviato, nasconde al suo interno principi filosofici? Chissà se da adolescente Russell avrebbe trovato una qualche interpretazione filosofica - esistenziale anche riguardo al principio di Pascal, ai miei occhi assolutamente inutile: "
la pressione esercitata in un punto qualunque di un liquido incomprimibile, si trasmette inalterata in tutti gli altri punti di tale liquido".

In attesa di ricevere un'illuminazione divina vado ad aprire il libro di fisica ad ogni modo rincuorata dal fatto che anche i più astrusi principi abbiano in sè un nascosto significato filosofico...!






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